Come fare il trasloco e abituare un gatto alla nuova casa

come fare un trasloco con il gatto

Come fare il trasloco di casa con un gatto? Come affrontare il cambiamento da una vita ad un’altra? Come evito che il mio gatto si stressi e si strappi tutti i peli che ha in testa? Leggi che ti spiego.

Come fare il trasloco con un gatto senza stressarlo

Cambiare casa è di per se un trauma anche per noi.
Farlo con un gatto è un disastro, perché implica la necessità di mettere in pratica tutta una serie di accorgimenti e comportamenti che dovrebbero tendere a diminuire al massimo lo stress a cui viene inevitabilmente sottoposto.

Il gatto è un animale molto abitudinario e quindi, se hai deciso di traslocare, sappi che dovrai fare i conti anche con i suoi malumori.
Ma la soluzione c’è ed io sono qui per darti qualche dritta, per cui: coraggio che a tutto c’è rimedio!! 😜

Come fare il trasloco con un gatto: partiamo dall’abitudine ai cambiamenti fin da piccolo.

Si lo so, parto da lontano, ma se hai appena preso un gatto prendi in considerazione la possibilità di abituarlo a comportarsi in modo normale anche subendo piccoli (o grandi) cambiamenti.
Questo significa socializzarlo in modo corretto.
Non dovrebbe infatti vivere isolato in casa senza vedere estranei, sentire rumori ed essere trasportato solo ed esclusivamente per andare dal veterinario (povero… sai che ricordo orribile avrà del trasportino!).

L’abitudine a vedere persone non del nucleo famigliare, ad essere trasportato in luoghi estranei alla casa, ad andare in giro con il guinzaglio per le strade circostanti, dovrebbero diventare un fatto normale. Non fosse altro per abituarlo a muoversi di più.
Certo implica un po’ di impegno di tempo da parte tua.

Considera che il periodo di maggior apprendimento nella socializzazione del tuo gatto va dalle 2 alle 7 settimane di età, per cui è questo il periodo in cui potrai e dovrai abituarlo a fare nuove conoscenze, con persone, ambienti ed esperienze.
Dovrai abituarlo al taglio delle unghie, ispezione delle orecchie ad essere spazzolato e maneggiato da te e da estranei (anche il veterinario, ma non solo).
Approfitta della casa di amici per portare il gattino con il guinzaglio in ambienti estranei, al supermercato, in macchina all’interno del trasportino ecc ecc.
Senza spaventarlo, senza sforzarlo, ma con tranquillità e fermezza, puoi rendere tutto più semplice nella sua vita futura.

Se hai ormai oltrepassato questo periodo, puoi comunque cominciare ad abituarlo a fare queste cose, dovrai solo avere più pazienza.

Detto questo, se hai avuto l’accortezza di abituare il tuo gatto ad essere trasportato, maneggiato, rimanere chiuso nel trasportino senza problemi, sei già a metà dell’opera.

Gatti trasloco

Come affrontare il trasloco di un gatto: la fase preparatoria (qualche settimana prima)

Fagli conoscere le scatole da imballo

Abbiamo già visto che il gatto è un animale altamente territoriale, che ha mantenuto il suo istinto felino praticamente inalterato nei secoli di addomesticamento. (Leggi conosci il tuo gatto, per approfondire).

Il trasloco implica quindi che tutto il suo territorio, i suoi punti di riferimento, il suo ambiente, verrà impacchettato (quindi a lui nascosto e tolto) e trasferito altrove, in un luogo senza i suoi odori, senza i suoi segni, ne verticali ne orizzontali; la sua cassettina sarà in un luogo totalmente diverso, i tiragraffi ammassati chissà dove…
E prima di arrivare allo spostamento vero e proprio, il gatto si troverà di fronte a scatoloni vari, che per lui potrebbero significare luoghi dove nascondersi e giocare (nella migliore delle ipotesi), oppure nuovi ostacoli ed impedimenti al suo territorio e quindi fonte di forte stress!

Quindi se stai cominciando ad imballare, parti dal controllare sempre, prima di chiudere che non sia dentro!!

Inoltre potresti farlo giocare facendolo saltare sulle scatole, dandogli dei bocconcini, seguendo i consigli che ti ho dato nell’articolo su come far muovere il gatto.
In questo modo, lo farai distrarre, interagendo con lui e facendolo quindi sentire meno insicuro, perché anche queste situazioni possono stressarlo.
Inutile dirti quindi che fare le scatole con largo anticipo è una buona cosa, in quanto gli dai il tempo di avvicinarsi e strusciarsi, lasciando il suo odore su di esse e rendendole meno “estranee” nella futura casa, dove comunque le scatole ci saranno, anche per breve tempo (mi auguro per te).

Il trasportino: mezzo indispensabile per il trasloco del tuo gatto

Ovviamente, durante il trasloco il tuo gatto dovrà essere trasportato alla nuova casa.
Dovrai quindi abituarlo (se non l’hai già fatto) ad entrare ed uscire senza problemi da questo oggetto ed inoltre potrai adoperarlo nella nuova abitazione, come luogo in cui farlo sentire sicuro, soprattutto all’inizio, nei primi periodi in cui si sentirà certamente spaesato.
Usa sempre il cibo come piccolo premio e fai questi esercizi lontano dai pasti, in modo che sia maggiormente invogliato dalla fame.
Quando si sarà abituato ad entrare nel trasportino, dovrai abituarlo ad essere trasportato, con brevi viaggi.

Se la tua nuova casa non è troppo lontana e quindi comoda per te da raggiungere e se questa operazione ti è possibile, potresti approfittarne per portare il gatto in visita nel suo nuovo territorio casalingo.
Accertandoti che tutte le finestre e le porte siano chiuse, potrai fargli scoprire i nuovi luoghi ed i nuovi odori, con molta calma e gradualità.
Prima lasciando il trasportino chiuso nella stanza, poi aprendolo (sempre accertandoti che non possa scappare o nascondersi in luoghi a te poi inaccessibili).
Tu conosci il tuo gatto, per cui stai sempre allerta perché, per il nervosismo potrebbe diventare anche aggressivo.
Questo comportamento potrebbe dimostrarsi soprattutto se lo forzi a fare qualcosa, come ad esempio tirarlo fuori a forza dalla sua cassettina di trasporto.

Come sempre, usa i suoi giochi, qualche bocconcino per convincerlo, ma se non vuole uscire, lascialo tranquillo: ha bisogno di tempo.

Il giorno del trasloco: dove mettere il gatto durante il carico dei mobili?

Il trambusto delle persone e dei mobili tirati su e giù saranno un vero stress per lui.
Prepara quindi una stanza in cui non dovrà entrare nessuno in cui lo lascerai stare tranquillo senza che veda nessuno, a parte te.
Se è particolarmente agitato, puoi metterlo direttamente nel trasportino e magari coprirlo con una coperta o lenzuolo, in modo che si senta più sicuro e protetto dal nascondiglio. Ovviamente andrai a tirarlo fuori e farlo bere e mangiare poco, ma spesso.
Ricorda anche di lasciargli la sua cassetta per sporcare se deve starci tutto il giorno.

Lasciagli qualche cosa di famigliare all’interno. Se il soggetto è particolarmente agitato, puoi anche utilizzare dei feromoni spray, chiedendo consiglio al tuo veterinario.

Come fare il trasloco con il gatto
Fiji si diverte a giocare negli scatoloni da trasloco. Grazie a  Viviana Combi 

L’arrivo nella nuova casa: finito il trasloco, scaricano i mobili

Arrivato nella nuova casa, fai lo stesso. Mettilo in una stanza dove non possono accedere le persone.

Ricorda che durante il trasloco potresti avere degli operai in giro per casa che, inavvertitamente potrebbero aprire la porta che tu non vuoi, per cui chiudi a chiave e toglila, mettendotela in tasca, (con il trambusto potresti perderla o non ricordarti più dove l’hai messa), soprattutto se hai lasciato il gatto libero in quella stanza.

Come abituare il gatto alla nuova casa.

Ora che finalmente tutto è a posto, arriva il momento della pazienza.
La casa è ormai arredata e messa in ordine e con l’occasione hai anche fatto qualche accorgimento perché il tuo micio possa vivere più in sintonia con la casa, ad esempio con un nuovo ponte tibetano che si adatta molto bene all’arredamento del salotto.

Nel frattempo hai posizionato le sue vecchie mensole, i tiragraffi e le cassettine in anticipo rispetto al resto della casa, in modo che abbia avuto più tempo per rendersi conto di dove è capitato.

Se sei riuscito a portarlo quando la casa era ancora vuota, il passaggio potrebbe essere meno traumatico, ma comunque ci vuole tempo.
Per aiutarlo, dovrai consentirgli di ispezionare con calma una stanza alla volta, possibilmente insieme a te, che gli parli e lo rassicuri.
Accertati che le porte e finestre siano chiuse e che non ci siano luoghi dove possa nascondersi.

Un piccolo trucco per farlo ambientare più facilmente è quello di strofinare un panno sul muso e guance del gatto in modo da raccogliere il suo odore e ripassarlo sulle porte, stipiti e mobili nelle varie stanze, per più giorni e comunque fino a che il gatto non comincia a marcare il territorio, strofinandosi lui stesso sulle pareti.

Cerca di mantenere le stesse abitudini che aveva nella vecchia casa, gli stessi ritmi.
Anche l’uso di feromoni sintetici aiutano molto.

Lui però avrà bisogno di tempo per adattarsi e per prendere possesso del nuovo territorio.
Quindi se prima aveva libero accesso all’esterno, adesso non potrà uscire, fino a che non lo vedrai davvero tranquillo e a suo agio.
Potrebbe impiegarci anche settimane e quindi non farti venire in mente di farlo uscire da solo, perché la prima cosa che farà sarà cercare di tornare alla vecchia abitazione!

Se in questo nuovo mondo potrà avere accesso all’esterno, sappi che potrebbero esserci animali (cani o altri gatti) che non lo conoscono e che potrebbero predarlo o considerarlo una minaccia per il territorio, soprattutto se il tuo gatto (maschio o femmina che sia) è intero ed ha ancora più l’istinto di girovagare, per cui ci vorrà tempo e pazienza.

Silver Athleticat

Come e quando dargli accesso all’esterno dopo il trasloco.

Non prima di due/tre settimane, potrai cominciare a farlo uscire al guinzaglio lungo per circa mezz’ora.

Lascia a lui la scelta di quando uscire, non forzarlo.
Per capire se vuole andare fuori, dopo averlo legato con un piccolo guinzaglio, lascia la porta aperta e guarda come si comporta.
Se esce significa che è pronto.
Lascia la porta aperta, in modo che, se si sente minacciato, potrà rientrare in casa velocemente (questo sia quando è legato, che quando non lo sarà più).
Fallo uscire sempre prima che abbia mangiato, (ricorda che il gatto ha uno stomaco piccolo, per cui si sazia facilmente) in modo che chiamandolo, potrai attrarlo con del cibo e lui assocerà il richiamo a qualcosa di appetitoso.
Sarà utile quando dovrai cominciare a lasciarlo uscire in autonomia, ma sempre con te che lo osservi.

Seguilo tu, non decidere dove deve andare, ma lascia che sia lui ad esplorare la situazione.
Quando lo lascerai stare fuori, senza essere legato, comincia con sedute brevi, per qualche minuto (10-15) e poi lo farai rientrare sempre chiamandolo con il bocconcino. Ripeterai ed allungherai i tempi fino a che non si sarà ambientato.

Se la nuova residenza è vicina alla vecchia casa, il gatto potrebbe trovare strade che conosce per arrivare al suo vecchio territorio, per cui dovrai:

  • accertarti che il gatto abbia un collarino con medaglietta, in caso venisse ritrovato, meglio se con dispositivo per essere localizzato (esistono delle App utilissime per questo).
  • Avvertire i nuovi abitanti di casa (quella vecchia) che potrebbero vedere il tuo gatto e lasciare loro un recapito, chiedendo loro di non fornirgli cibo, in quanto potrebbe essere fuorviante per lui. Lo lascino entrare in casa e ti chiamino.
  • Valuta insieme al veterinario la possibilità di mettere il microchip.

I gatti che hanno accesso anche all’esterno e abituati a vivere molto tempo fuori, hanno maggior facilità ad abituarsi ai cambiamenti, perché più adattabili rispetto al micio casalingo “stretto” e questo avvalora ancora di più la mia teoria iniziale per cui, se socializzi correttamente il micio e se gli fai fare esperienze diverse durante il suo arco di vita, avrai (tu e lui) meno difficoltà ad affrontare la vita di tutti i giorni ed i suoi cambiamenti.

Bene spero di averti dato delle indicazioni utili su come affrontare il cambio di casa e di come fare il trasloco con il tuo gatto.
Non perderti i prossimi consigli per far vivere serenamente ed in salute il tuo felino!

Credits immagine copertina

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