Cistite nel gatto, 4 cose che potresti fare per prevenirla 👈

cistite e stress nel gatto

Cistite e stress nel gatto: un binomio purtroppo frequente.
Si manifesta soprattutto attraverso la minzione inappropriata: il gatto, invece di sporcare nella sua cassettina, lo fa altrove e comunque dove non dovrebbe. Cosa fare per prevenire e risolvere questo problema? Vediamo 4 soluzioni possibili.

Cistite e stress nel gatto: parola d’ordine? Ridurre l’ansia

Ebbene sì, anche i gatti soffrono d’ansia, il male dell’ultimo millennio. La differenza rispetto a noi umani (femmine) è davvero poca ed è proprio per questo motivo che la cistite della donna è stata associata a quella del gatto.
Grazie a questo paragone la medicina veterinaria è stata in grado di definire la cistite idiopatica del gatto come malattia dovuta allo stress.

Abbiamo già affrontato questo problema nel gatto, in un articolo che ti spiega come mai il micio casalingo può, nonostante non te ne renda conto, subire disagi a vivere in una situazione a lui non consona (se vuoi puoi leggere l’articolo sull’ansia del gatto).
Uno dei problemi relativi al suo vivere in un ambiente lontano dall’ideale felino è la cistite idiopatica, così chiamata in quanto, fino a pochi anni fa, non si sapeva il motivo che ne creasse l’insorgenza (idiopatico è un termine che sta ad indicare una causa sconosciuta. Insomma un modo strano per dire “non so perché succede, ti do’ dell’idiopatico…. che impressiona, ma in realtà non so che pesci pigliare…).

Ed alla fine invece si è capito l’arcano. Causa di tutto è proprio lo stress!

Cistite idiopatica da stress nel gatto, ecco la definizione corretta, ma perché succede?

La cistite è una infiammazione della vescica, quell’organo che raccoglie e contiene l’urina.
Ha moltissime terminazioni nervose al suo interno che le permettono di stabilire se è piena e quindi necessita di essere svuotata, se al suo interno ha componenti irritanti, se si sta occludendo ecc ecc..
Insomma è un mondo molto complicato e necessita di equilibrio, anche nello stato fisico per funzionare in modo corretto.
E’ stato dimostrato infatti che l’ansia, la depressione più o meno prolungati possono creare degli scompensi a livello della parete della vescica, instaurando uno stato infiammatorio che provoca l’incapacità del gatto di realizzare se davvero la vescica deve essere svuotata oppure no.
E’ questo il motivo per cui uno dei sintomi più frequenti di questa malattia è il continuo stimolo ad urinare senza effettivamente farlo.

Il sistema nervoso, influenza il sistema endocrino ed ormonale del gatto che a quel punto non è più in grado di gestirsi.

La cistite del gatto potrebbe essere causata anche da altro?

In effetti si. La cistite purtroppo non si instaura solo a causa di un disagio. Molte possono essere le cause concomitanti:

  • presenza di calcoli che insistono nella vescica;
  • cattiva o errata alimentazione;
  • acidificazione delle urine;
  • disbiosi intestinale.

Tutti questi fattori insieme o singolarmente, concorrono all’alterazione della parete vescicale creando uno stato flogistico (cioè infiammatorio) che crea la manifestazione dei sintomi.

Ma quali sono i sintomi di cistite nel gatto?

  1. Il primo segno è il dolore durante la minzione.
    Questo implica che il gatto, quando deve urinare non si senta a suo agio e quindi tende a non farla nella cassettina (minzione inappropriata).
  2. Vocalizi, agitazione.
  3. Insofferenza alla palpazione o a farsi toccare.
  4. Inoltre potrà avere sangue nelle urine (dovuto alla semplice infiammazione o anche alla possibile presenza di calcoli).
  5. La frequenza delle minzioni sarà aumentata (pollachiuria), soprattutto per ragioni nervose (come abbiamo visto più su).

cistite e stress nel gatto

A volte questi sintomi durano qualche giorno e poi scompaiono, per poi riapparire, soprattutto se non si è cambiato nulla nella vita del micio.
Se invece la situazione persiste, il dolore provocherà anche altri sintomi, quali:

  • l’alopecia, dovuta al leccamento a livello addominale;
  • aggressività per l’aumentato disagio;
  • isolamento, come opposta manifestazione di malessere;
  • anoressia.

La cistite potrebbe esitare anche in un blocco urinario, soprattutto nel gatto maschio che ha una anatomia predisposta a tale fenomeno.
L’uretere, il tubicino che dalla vescia sbuca all’esterno, per portare fuori l’urina, ha una conformazione ad imbuto rovesciato, con la parte più piccola rivolta verso l’esterno.
Quando c’è lo stato infiammatorio, dalle pareti interne della vescica, si liberano delle cellule che possono aggregarsi a formare del muco.
Questo, se non riesce ad essere diluito dal flusso urinario, può incastrarsi nell’uretere stesso, bloccandolo.

Questa è una situazione di emergenza per il micio. Se non urina per 24 ore, va incontro a tossicosi, con conseguente morte per insufficienza renale.
L’urina infatti non riuscendo ad uscire all’esterno, ritorna indietro compromettendo i reni, intossicando l’animale.

Come risolvere la cistite nel gatto?

Inutile dirti che, quando vedi i sintomi sopra descritti, la prima cosa che devi fare è rivolgerti al tuo veterinario. Lui certamente saprà fare le valutazioni del caso.
Sappi che, per fare una diagnosi corretta dovrà effettuare delle analisi, sia delle urine attraverso un prelievo delle stesse, meglio in cistocentesi (cioè attraverso una puntura che le preleva direttamente in vescica) per escludere cause batteriche ad esempio, ma anche per valutare la presenza di calcoli (sabbia o renella).
Potrebbe valutare anche la necessità di effettuare un esame ecografico con il quale escludere calcoli in altre posizioni (uretrali ad esempio).

Devi sapere infatti che il sistema urinario del gatto è molto delicato e soggetto ad una serie di malattie, spesso concomitanti tra di loro che si manifestano a volte singolarmente, altre insieme, senza lasciare la possibilità di capire in modo netto dove finisce una e dove inizia l’altra.
Questo insieme di sintomi viene definito come Sindrome Delle Basse vie Urinarie Feline (Feline Low Urinary Tract Disease). Ecco perché è così importante per il clinico poter avere un quadro generale quanto più completo di tutta la situazione dell’organo.

Inoltre queste sindromi, essendo fortemente influenzate dallo stile di vita ed alimentare del gatto (per lo più non corretto), necessitano di un totale cambio di rotta, una rivoluzione.

Se ciò non avviene, si è votati alla recidiva anche quando la malattia pare essere guarita.

Ma come al solito, io sono qui per aiutarti ed allora ecco i miei 4 super consigli per avere un gatto con le vie urinarie belle pulite, sane e in forma! Prendi nota dai!!

cistite nel gatto da stress

Consigli per prevenire la cistite da stress nel gatto

PRIMO: alimenta il tuo gatto in modo corretto!

Ti ho già spiegato come si alimenterebbe un micio in un precedente articolo che ti fa conoscere il gatto. Partendo da quelle considerazioni ricordati che:

  • il gatto beve molto poco, ha un istinto scarsissimo della sete, per cui uno dei modi più efficaci di fargli assumere la giusta quantità di acqua è quello di dargliela mentre mangia.
    Quindi, se puoi, alimentalo con umido e se ha avuto episodi di cistite, allungagli ancora di più il pasto, in modo da diluire le urine, una delle terapie più efficaci che ci siano in tutte le malattie dell’apparato urinario.
  • Se riesci scegli una alimentazione casalinga fresca, non affidandoti a diete fai da te ma a nutrizionisti che sappiano consigliarti il giusto equilibrio di componenti. In questo modo farai azione preventiva sia per le forme di cistite che per l’obesità, altra causa molto frequente di malattia nel gatto.

SECONDO: previeni lo stress nel gatto!

Un ambiente poco consono al felino lo rende certamente più triste e depresso, perché non riesce a stimolare i suoi istinti.
Pensa che una delle terapie che sono state provate per risolvere la cistite consiste nella somministrazione di antidepressivi. Capisci quindi qual è l’importanza dello stato psichico del tuo gatto? Cerca quindi di :

  • movimentare il più possibile l’ambiente dove vive il tuo gatto, dandogli la possibilità di vivere anche verticalmente la sua casa.
    Mettigli mensole a scalare, con anche più ciotole poste a diversi piani di altezza.
  • Se vive con altri mici, ricorda che devono esserci più cassettine e non un “bagno comune” per tutti.
  • Stimola l’istinto predatorio giocando con lui spesso.

TERZO CONSIGLIO: previeni l’obesità, con il movimento!

Avere un gatto obeso significa avere un micio che potrebbe vivere meno di quanto potrebbe.
Quindi attivati per farlo dimagrire.
Ricorda che le diete (le commerciali) fatte apposta per dimagrire non bastano, anzi spesso sono proprio quelle che creano problemi da altre parti.
Queste infatti spesso, aumentano la loro quota di carboidrati per renderla più magra, creando però problemi al metabolismo del gatto che è un carnivoro stretto.
Quindi per farlo dimagrire potresti:

  • aumentare il movimento del tuo gatto, sia attraverso trucchi per farlo salire e scendere con mensole su piani diversi e ciotole messe in alto, per obbligarlo a fare più strada.
  • diminuire le dosi di cibo, somministrandone meno, più frequentemente, nascondendolo per farglielo cercare (intanto lo fai divertire).
  • Valuta la possibilità di somministrare una dieta casalinga fresca che abbia più nutrienti molto ben digeribili ed assimilabili, piuttosto che scorie che appesantiscono i reni, sotto consiglio di un buon nutrizionista.

QUARTO CONSIGLIO: fai controlli regolari

Sembrerò banale, ma fare controlli e visite regolari al tuo micio è una delle forme di prevenzione più importanti.
Inoltre, se noti che il tuo gatto ha dei sintomi riferibili a ansia o stress, potresti rivolgerti ad un comportamentalista, che saprebbe consigliarti i giusti cambiamenti nell’ambiente di casa.

Bene per oggi abbiamo finito.
Non perderti tutte le novità sul meraviglioso mondo dei gatti! Anzi perché non scarichi l’e-book gratuito che ti insegna ad arricchire l’ambiente di casa tua?

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